CARO DIARIO
Concorso Letterario Nazionale - anni 1999-2000-2001.
Raccolta antologica dei racconti vincenti e segnalati delle prime tre edizioni.
Nota del Presidente del Circolo
Ercole Gigli
Sarebbe molto difficile spiegare le motivazioni che ci hanno spronato a lanciare il concorso letterario "Caro Diario", addirittura a carattere nazionale. Difficile perché complicato e lungo, perciò lo tralascio.
Trovo più congeniale e opportuno, invece, spiegare le ragioni di questa pubblicazione. Innanzitutto, bisogna dire che il Circolo culturale "Il Castello" vive di luce e risorse proprie: non riceve sovvenzioni da nessun ente né, tantomeno, ha sponsorizzazioni per questa pubblicazione.
Questa, come tutte le cose che si ritengono giuste, anche senza aiuti economici, si è voluta fare a tutti i costi. Perché? Perché riteniamo che sarebbe una cosa senza senso continuare a bandire un concorso che si svolge, si, con buona partecipazione, con una giuria molto qualificata, che termina sempre con una bella e apprezzata cerimonia di premiazione, ma che comunque rimane sostanzialmente nell'ambito del Circolo, della Giuria e dei singoli concorrenti. A nostro modo di vedere la cultura, questo non va.
Abbiamo preso la decisione, anche a costo di molti sacrifici, di fare questa pubblicazione, per far si che le persone sensibili alla letteratura abbiano la possibilità di conoscere la qualità e la bellezza dei racconti in concorso. Questo volume contiene i racconti premiati nelle tre edizioni e, per difficoltà finanziarie, solo una parte dei segnalati. Se l'iniziativa troverà il giusto consenso, sarà la prova che il concorso può andare avanti e l'indicazione che in futuro possano essere fatte altre pubblicazioni
Nota del Presidente della Giuria
Vittoriano Esposito
In ogni angolo d'Italia, è cosa risaputa, pullulano concorsi letterari di vario genere, in gran prevalenza per la poesia (italiana e dialettale) e per la narrativa, banditi da associazioni culturali, da enti locali, perfino da privati cittadini.
Si tratta di un fenomeno d'incalcolabili proporzioni, su cui da anni si esprimono pareri diversi, che vanno dal consenso entusiasta al dissenso più radicale. Tra gli "addetti ai lavori" circola la voce che, dietro la parata luminescente delle cerimonie ufficiali, spesso si nasconda il sospetto di raggiri e intrighi per l'assegnazione dei premi: più alta è la posta in gioco, più è alto il rischio di compromesso, con la complicità anche di giurie ben qualificate.
Ai livelli superiori, come è successo in occasione dell'ultimo Premio Strega, può anche accadere che la grande editoria non riesca a condurre il gioco fino in fondo e allora si possono avere strane sorprese.
In ogni caso, tuttavia, si ha la sensazione di un malcostume che non fa onore agli scrittori e, ancor meno, alla critica che li fiancheggia. Ebbene, nulla di tutto questo si può immaginare sia avvenuto nelle tre prime edizioni del concorso "Caro Diario", promosso e organizzato in un piccolo centro della Marsica, Ortucchio, nel cuore dell'Abruzzo siloniano.
L'originalità della formula adottata, ossia del racconto in forma di diario, la modesta entità dei premi in denaro, la rigorosa osservanza delle norme di regolamento, la competenza e serietà professionale della giuria, sono tutti elementi che hanno garantito un notevole successo alla iniziativa. Per quanto riguarda gli aspetti propriamente letterari, va detto che i risultati sono stati incoraggianti: tra i premiati e segnalati non vi sono nomi di grande notorietà, ma indubbiamente promesse di sicuro talento.
Si è rilevata infatti con vivo piacere, tra i concorrenti, una prevalente presenza di giovani impegnati a farsi testimoni e interpreti, con un linguaggio che non ha nulla di libresco, delle problematiche attuali tra le ultime generazioni e tali, comunque, da coinvolgere la storia dell'uomo, al di là di ogni limite di spazio e di tempo.
Tutto questo lascia bene sperare per il futuro della nostra narrativa non meno che della società che ci attende.